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SONETTO. Un travestimento shakespeariano

Personalmente molto soddisfatto della riuscita di “Rap”, ho collaborato  volentieri ad apprestare i materiali verbali per “Sonetto” che può essere  considerato come un ulteriore momento di ricerca sulla linea di quel primo  esperimento con Liberovici.
Si tratta infatti di sperimentare nuove possibilità nell’incontro tra parole e  canto, musica e gesto con riferimenti alle tradizioni al tempo stesso colte e  popolari, concertistiche e di consumo. Mi piace designare questo spettacolo
come “travestimento”, che mi è una categoria cara nell’ambito delle possibilità  che il teatro particolarmente offre. Questa volta, si è trattato di partire da  qualche sonetto di Shakespeare devolvendolo alla scena e rimescolandolo
arbitrariamente con altri miei versi, sonetti e non sonetti.

Edoardo Sanguineti