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Post n° 9 – Giornata della Memoria – Milano Conservatorio – 27 gennaio

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“It is a deeply moving creation by Andrea Liberovici, a promising new musical voice.“ Raphael Rothstein 15minutes Magazine

MITO Festival 2009

Andrea Liberovici

La trasparenza della parola, cantata per Primo Levi in nove stazioni
prima esecuzione assoluta
in occasione dei 90 anni dalla nascita di Primo Levi
Testo di Emilio Jona liberamente tratto da Primo Levi
Musica, video ed elettronica di Andrea Liberovici
con la collaborazione in video di Controluce Teatro d’Ombre:
Alberto Jona, Cora De Maria, Jenaro Meléndrez Chas
Nouvel Ensemble Moderne
Lorraine Vaillancourt, direttore
Con la partecipazione audio del
Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice di Genova
Gino Tanasini, maestro del coro

“È soltanto la consapevolezza della memoria a garantirci un futuro
migliore”. Non so di chi sia questa frase, questo monito, ma è qualcosa
che, appunto, devo aver memorizzato da ragazzino perché in modo prepotente
e improvviso, nel corso degli anni, mi è tornata alla mente più
volte, guidandomi. Tantopiù nell’ultimo decennio, in un momento in cui
i famigerati “media”, con il loro anestetizzante e violento flusso di “presente”,
tendono ad azzerare qualsiasi analisi e riflessione che, appunto,
si muova e prenda suggerimento dalla storia e dagli errori, troppo spesso
tragici, della storia medesima. Ma i media e le nuove tecnologie sono
anche, per paradosso, un enorme contenitore di memoria e nello stesso
tempo straordinari strumenti espressivi. Le responsabilità tragiche sulla
formazione culturale e politica che stanno acquisendo, non sono ovviamente
imputabili alle macchine, ma a chi e per quali fini le utilizza. L’unico
modo per non subirle, credo, sia approfondirne la conoscenza per
imparare ad utilizzarle creativamente cercando, per quanto possibile,
d’affrancarsi dall’essere utilizzati. Ecco, la mia ricerca, negli ultimi anni,
è proprio tesa a studiare la relazione e la dialettica fra i vari media e le
varie grammatiche, non soltanto musicali (musica dal vivo con strumenti
classici e musica “fissata” elettronica o concreta) ma anche visive. Con
questa “complessità” molto stimolante mi sono confrontato per elaborare
questo nuovo progetto dedicato a Primo Levi. Sentendo la necessità di
fare emergere anche visivamente questo serrato dialogo con l’ombra.
L’ombra che emerge dagli scritti di Levi e da quelli di Emilio Jona a lui
dedicati: è certo l’ombra della storia, ma è inevitabilmente l’ombra che
ognuno si porta dentro, mai risolta, che purtroppo continua a manifestarsi
determinando la scrittura della storia a noi contemporanea, in questa
progressiva assenza di memoria.
Ho così suddiviso questa mia composizione in cinque piani distinti ma
sincronici, come fossero dei veri e propri “personaggi” sulla scena in
relazione fra di loro, partendo ovviamente dalle innumerevoli e straordinarie
suggestioni del testo.
1) l’ensemble musicale di 9 elementi, il prestigioso NEM diretto da Lorraine
Vaillancourt con cui ho già avuto l’onore di lavorare un paio
d’anni fa. Il materiale musicale che ho composto per la parte live s’ispira
molto liberamente al “cantillare”, vale a dire la modalità, antecedente
la salmodia, di leggere, intonando musicalmente, la Bibbia. Da
questa modalità ho tratto delle consuetudini ritmiche, delle ricorrenze
d’intervalli e via dicendo, e su questa base ho costruito alcune “melodie”
che si rincorrono e si spezzano in un incessante tentativo di arrivare
a una soluzione formale “rassicurante” e classica. Quasi una rincorsa
di memorie infantili, che sorgono improvvise per poi disperdersi
nel dramma della storia. Anch’esse trasparenti, come le parole evocate,
ma non per questo immateriali.
2) la memoria fissata, ovvero la musica concreta. Questa musica prende
forma da alcuni “campioni” sonori di treni, respiri, voci, rielaborati e
riorganizzati musicalmente
3) la possibile, seppur circoscritta, gestualità degli interpreti presenti in
scena testimoni e corifei.
4) la proiezione delle parole in sincrono con la musica e proiettate su una
trasparenza (in questo caso un tulle in proscenio). Parole evocate dal
suono.
5) il Teatro d’Ombre di Alberto Jona anch’esso proiettato, ma dietro ai
musicisti in scena. Contrappunto essenziale per questa sorta di dialogo
intimo con l’ombra che è parte costitutiva del testo di Emilio.
Ringrazio il Nouvel Ensemble Moderne e Lorraine Vaillancourt, MITO ed
Enzo Restagno per questa nuova opportunità di ricerca, ma innanzitutto
ringrazio Emilio Jona, amico di famiglia che affettuosamente chiamo da
sempre “zio”, per questo testo, scritto per mio padre, che per tante ragioni
purtroppo non riuscì a musicare, che mi ha consegnato in una sorta di
“passaggio del testimone” di cui spero essere all’altezza.

Andrea Liberovici

L’idea di La trasparenza della parola viene da lontano, per un verso da una
frequentazione partecipe, mia e di Sergio Liberovici, con l’opera di Primo
Levi, per l’altro da una proposta fatta a Liberovici dalla Fiera del Libro di
Torino di realizzare un evento musicale per l’inaugurazione del primo anno
di attività dell’ente. Era il 1988 e Liberovici mi coinvolse in questa impresa.
Io avevo con Sergio una lunga consuetudine di lavoro comune nel campo
della ricerca folclorica, della creazione di un’opera lirica e di una drammaturgia
legata al mondo popolare. Primo Levi era morto nel 1987 e ne eravamo
rimasti sconvolti. Pensammo a una Cantata in sua memoria e in suo
onore, pensammo a nove parole chiave tratte dai suoi libri attorno a cui far
nascere altrettanti momenti musicali: un Lied, una danza, un coro di bambini,
un canto popolare, una sinfonia, un coro a cappella. Io scrissi il testo
e Sergio cominciò a lavorare alla musica, poi il progetto naufragò.
È curioso che lo abbiano portato ora a compimento i nostri figli, con nuove
impostazioni visive e sonore e precise cifre stilistiche. In quest’anno di strette
economie manca, ad esempio, la voce umana, che un tempo consideravamo
essenziale. Vi suppliscono l’inventiva e la suggestione di una musica
che, anche visivamente, è indissolubilmente legata alla parola e al gioco dell’ombra.
Vorremmo infatti suonare, leggere, guardare Primo e la sua ombra intrecciandovi
la sua ineludibile testimonianza, la sua resistenza alla distruzione,
la sua salvazione nel riso e nel sapere, il suo cielo dove non vi sono Campi
Elisi ma buchi neri. Vorremmo in una parola cantare la luminosità della sua
notte e l’oscurità del suo giorno.

Emilio Jona

NEW YORK, NY – September 23, 2010 – The inaugural gala concert of the 4th edition of the International Symposium “New Voices on Primo Levi” will feature the US premiere of Andrea Liberovici’s multimedia piece The Transparency of the Word, Cantata for Primo Levi. Montreal’s Nouvel Ensemble Moderne directed by Lorraine Vaillancourt will perform the piece, which premiered to critical acclaim at the Teatro Regio in Turin on what would have been Levi’s 90th anniversary. October 26 at 8:00 pm at the Asia Society, 725 Park Avenue, NYC. Admission is free. Reservations are recommended at 212-517-ASIA (2742). Based on texts by Emilio Jona, freely adapted from Levi, the work explores the possibility of a dialogue with the world of shadows. Liberovici, who works extensively in multimedia writes: ”I wanted to place the audience in a state of heightened attention. One is following elusive thoughts while inside the music”.

The text, projected on tulle backgrounds, as if springing out of the music, is structured in nine chapters/poems. Each one of the first eight originates from key words taken from a specific work of Primo Levi. The ninth text is an autonomous poem dedicated to Levi.

On stage the work proceeds along parallel performing planes in which texts, sound, music and “shadow theater” unfold. The music performed by the nine-piece ensemble is inspired both rhythmically and melodically by the “cantillare” practice, a form of reciting/singing the bible that precedes psalmody. There is also an “electronic music” aspect, drawing from the French musique concrete tradition, an assemblage of raw sonic material. Lastly, behind the orchestra, Controluce Teatro D’Ombre will create “visual allusions” through Shadow Theater.

Andrea Liberovici is an eclectic composer/director whose international collaborations range from the poet Eduardo Sanguineti to the filmmaker Peter Greenway. His work explores the connections between music (acoustic, electronic and concrete) and the grammar of visual media.

The Nouvel Ensemble Moderne (NEM), based in Montreal, Canada, is one of the world’s premier contemporary classical music groups. Founded by Lorraine Vaillancourt, the ensemble’s conductor and pianist, last year NEM celebrated its 20th anniversary.

Presented by: Centro Primo Levi and the Asia Society in New York in collaboration with the Italian Cultural Institute under the auspices of the Consulate General of Italy, the Consulate General of Canada and the Cultural Council of Quebec.

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