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Post n° 5 – work in regress – Edoardo Sanguineti

In questo momento triste e tragico non posso che far appello, fra le altre cose, alle analisi lucide e implacabili del grande poeta Edoardo Sanguineti con cui ho avuto la fortuna di collaborare e di essergli amico per quindici anni.

Andrea

Work in regress / una catena di montaggi
audiovisivo di
andrea liberovici/edoardo sanguineti 2006

estratto

integrale

Questo lavoro per me è un piccolo tributo personale all’invenzione del cinema o meglio alla macchina cinematografica che ha rivoluzionato, per induzione, tutte le arti antiche. La musica, materia primaria del mio studio e lavoro, è stata dall’invenzione del cinema e di conseguenza dalla tecnica di montaggio, profondamente influenzata. Ora si può e si compone musica non soltanto “alla vecchia maniera“ ma anche e soprattutto con il montaggio, le sovrapposizioni…

le dissolvenze incrociate. Work in regress è una riflessione a quattro mani sul racconto del lavoro attraverso l’immagine in movimento del secolo scorso. Qualsiasi lavoro dall’operaio al gangster. Venti frammenti di film da Eizenstein in poi di un minuto l’uno, rimontati fra di loro ed interrotti da brechtiani cartelli di commento scritti da Sanguineti ed “interpretati“ da Sanguineti stesso. La mia regia e le mie musiche originali tendono ed ambiscono a costruire una struttura metafisica in cui il significato emerga dal significante,

un sfida quindi, alla narrazione classica. La narrazione di questo progetto è una narrazione basata e strutturata sulla musica e verrà “installata“ a ciclo continuo a Villa Bombrini. Senza inizio e senza fine… una catena di montaggi.

Andrea Liberovici

con le due mani nati a lavorare,
nati con i due piedi a camminare,
con tutto il corpo nati qui a sudare,
e ancora nati a ruscare e sgobbare,
e nati a faticare e a travagliare,
per questa scala ci impari a lottare,
e fare fine a tutto il dominare,
e, te con gli altri, tutti liberare:

Edoardo Sanguineti

work in regress

21 cartelli di Edoardo Sanguineti

1-L’uomo scompare dentro la macchina

2- In ” Tempi moderni” il lavoro è solo un incidente nell’ambito del processo di produzione.

3- I contadini proteggevano il lavoro del mulo, e quindi il mulo stesso.

4- Il capitale non sembra davvero avere la stessa preoccupazione nei confronti del lavoratore.

5- Il lavoro di oggi appare forse meno faticoso fisicamente ma è anche più de-solidarizzante.

6- Potrei considerare equivalenti la fatica del colpo di zappa del contadino e la tensione psicofisica del bancario davanti al computer.

7- Sulle macchine non si può intervenire, realmente: Si può solo subire il fatto di essere sempre appendici.

8- Nella catena di montaggio , per quanto infernale e dura, c’era comunque la possibilità d’evitare la meccanica sottomissione attraverso il sapere.

9- Ognuno è solo davanti al computer e in concorrenza con gli altri.

10- Il mobbing, è la forma moderna del lavoro, quella che distrugge la coscienza di classe.

11- Credo che gli strumenti moderni quanto più sono precisi tanto più sono inutili, inutilizzati, inutilizzabili.

12- Oggi una generazione di uomini comprende non si sa quante generazioni di macchine.

13- La rappresentazione umanistica non è più efficace.

14- La classe operaia non è più al centro della significazione: ma questo non è decisivo: chi lavora oggi, anzi, è molto meglio sfruttato.

15- Il 98% del genere umano è proletarizzato, o sottoproletarizzato, ma non sa di esserlo.

16- La profezia di Marx si è avverata.

17- Dov’è la Libertà?

18- Dov’è l’Uguaglianza?

19- Dov’è la Fraternità?

20- La pubblicità serve a sedurre attraverso la menzogna. Se questo passaggio lo applico alla politica si arriva alle forme oggi dominanti del dominio.

21- La comunicazione pubblicitaria rappresenta bene, oggi, il delirio del mondo.

aggiungo link al blog di Lello Voce sul fattoquotidiano.it per condividere un suo bell’articolo su questo lavoro: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/08/sanguineti-cinema-e-lavoro-secondo-liberovici-work-in-regress/1257838/

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